giovedì 31 maggio 2018

My World Award


Buon pomeriggio, cari lettori. Oggi le rubriche del blog vanno in stand-by e mi dedicherò al My World Award. Mi sembra davvero un ottimo modo per farsi conoscere e conoscere anche nuovi blog. Quindi, cominciamo!


Primo punto:
Seguire e Taggare il blog che ti ha nominato.
Questa nomination arriva direttamente dalla simpatica Sabrina del blog Sabrina nel paese delle Meraviglie. La ringrazio per aver pensato al mio blog e invito voi lettori a fare un salto da lei e curiosare tra i suoi articoli.


Secondo punto:
Rispondere alle sue 10 domande.
Senza alcuna esitazione, rispondo subito!

1) Qual è la tua città preferita? E perché?
Sono innamorata in egual modo di Londra e Firenze. Firenze rappresenta la città d'arte per eccellenza, meta che non ho ancora avuto il piacere di raggiungere per una visita. Londra è la città in cui amerei vivere, luogo in cui l'integrazione e la tolleranza sembrano già essere una realtà e con la giusta dose di storia e cultura, che non guastano mai!

2)Qual è il tuo cartone preferito della Disney?
Ho sempre affermato che il mio cartone preferito in assoluto sia La Bella e la Bestia. Belle è sempre stata il modello a cui ispirarmi, tanto per le sue idee di libertà e rispetto per il prossimo, quanto per la sua passione per la lettura. Da qualche tempo, amo allo stesso modo anche il più recente Rapunzel.

3)Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Il sogno più grande sarebbe quello di lavorare nel campo dell'arte e del turismo. Ci si mette tanto impegno, sperando che questo porti dei frutti.

4)Quale libro ti rappresenta di più?
Difficile dire quale libro mi rappresenti di più, perché c'è una parte di me, delle mie idee e del mio carattere in moltissimi libri, da quelli di Jane Austen a I dolori del giovane Werther, da Il piccolo principe a Tolkien

5)Quale personaggio ti piacerebbe essere? E perché?
Devo limitarmi ad un solo personaggio? Allora non posso far altro che dirvi lei: Elizabeth Bennet. Lei è spiritosa, gentile ed affettuosa, ha un legame con la sorella Jane che invidio parecchio, un'affinità con il padre davvero emozionante, dà grande importanza alla famiglia, nonostante i problemi e le difficoltà oggettive in cui si trova. E sposa anche mr Darcy, elemento da non sottovalutare!

6)Qual è il primo libro che hai letto?
Purtroppo non ricordo il primo libro letto in assoluto. Da piccola leggevo Geronimo Stilton, Piccoli Brividi, i fumetti Topolino e le fiabe di Beatrix Potter (avete presente Peter coniglio, no?). Da lì, sono passata alla collana Harmony in parallelo ai classici che leggevo a scuola (tra i primi autori letti, ricordo chiaramente Pirandello). Abbandonate le storie d'amore (non prima di aver attraversato il periodo Moccia e fantasy dedicati ai vampiri), i classici hanno maggiormente occupato il mio tempo.

7)Il tuo cibo preferito?

Non sono una gran golosa, quindi non aspettatevi che risponda con dolci o cioccolato! Preferisco di gran lunga il salato e vivo di pane e pasta, conditi in qualsiasi maniera. Da buona siciliana, non riesco a fare a meno dello street food locale, quindi datemi arancine, panelle e crocché (se non sapete di cosa sto parlando, andate a curiosare e venite ad assaggiare!) e sarò la persona più felice del mondo!

8)Serie TV preferita?

Le miniserie della BBC tratte dai romanzi inglesi ottocenteschi, senza alcun dubbio! Parlando di prodotti più commerciali, Vikings è entrata di diritto nella lista delle serie tv più belle (a parer mio), mi piacciono molto anche le classiche The Big Bang Theory e How I met your Mother, che trovo molto divertenti. In assoluto, amo follemente Once upon a time (la sto rivedendo proprio in questo periodo, per poi concludere con la stagione 7, che ancora mi manca).

9)Cane o gatto?

Cane! Ne ho uno in casa che amo alla follia (anche se somiglia molto ad un gatto, ahimè!). I gatti non mi fanno molta simpatia, ne ho avuto uno in passato. Trovo i cani più affettuosi e di compagnia, rispetto ai micetti.

10)Stai lottando per i tuoi sogni? 

Assolutamente sì! Proprio tra qualche mese dovrei compiere uno dei passi più ardui, che non rivelo pubblicamente per scaramanzia. La strada sembra ancora in salita, ma cerco di avvicinarmi alla meta passo dopo passo.

Terzo punto:
Nominare a tua volta altri 10 blogger.
Non sono dieci, nomino quelli che seguo più assiduamente e dei quali leggo più spesso gli articoli pubblicati!

Quarto punto:
Formulare altre 10 domande per i tuoi blogger nominati
Le domande possono essere su: vita privata, viaggi, cinema,estetica, musica,
serie TV, libri e cibo.
1) Che studi hai fatto o stai facendo?
2) Hai mai viaggiato al di fuori dell'Europa? Se non lo hai mai fatto, quale paese vorresti visitare?
3) Qual è il tuo libro preferito? E quale, invece, non riesci a farti piacere?
4) Qual è il tuo genere musicale preferito?
5) In che città vivi e in quale, invece, ti piacerebbe vivere?
6) Quale film tratto da un romanzo credi che sia ben fatto?
7) Quale serie tv consiglieresti di vedere? E perché?
8) Preferisci mangiare dolce o salato?
9) Ti piace l'arte? Se sì, quale opera ti piace particolarmente tanto?
10) Quale personaggio letterario ti somiglia di più?

Quinto punto:
Informa i blogger della nomina.
Me ne occupo subito!

L'articolo termina qui, non dimenticate di passare dai blog che trovate nominati e di visitare le loro pagine social!

sabato 26 maggio 2018

Recensione #20: La padrona delle emozioni di Vittoria Marchi

La padrona delle emozioni è il fantasy d’esordio di Vittoria Marchi.


Trama
E' l'amore per gli altri, a dare letteralmente un potere enorme. Una forza che non si vede e che può trasformarsi in un'arma terribile. Flora è una ragazza gentile e spiritosa. All'apparenza una ragazza come tante. Orfana, vive con gli zii da quando è piccolissima, ma non è questo che la rende diversa, che la fa sentire fuori luogo, fuori tempo, sbagliata. Flora, infatti, ha un Dono: può sentire le emozioni di chi la circonda. È una Portatrice, come lo erano i suoi genitori, ma è costretta a vivere con gli Ignari, ovvero chi non ha nessun Dono. Fortunatamente può condividere il suo segreto con Leo, un ex Portatore, entrato nella sua vita sotto forma di gatto domestico, per starle vicino e aiutarla a gestire il suo Dono. E con Fluido, il suo migliore amico, un Portatore molto potente con cui si caccia spesso nei guai. La vita dei due ragazzi però cambia improvvisamente, a causa di un terribile incontro, in grado di stravolgere la vita di tutti i Portatori, per sempre.

Recensione
La protagonista di questa storia è Flora, una ragazza davvero particolare. Grazie a lei, entriamo a far parte di un mondo davvero bizzarro. Un giorno, Flora scopre di avere un Dono, quello dell’Empatia: riesce a sentire con chiarezza e profondità le emozioni altrui, tanto da non riuscire a restare in luoghi affollati, che la portano quasi allo svenimento. Per fortuna, non è sola: ha al suo fianco Leo, un ex Portatore che ha deciso di diventare il suo animale-guida per aiutarla con il suo Dono. Trova supporto anche in Fluido, un suo amico con un Dono davvero potente, e Raja, una portatrice enigmatica che custodisce diversi segreti. Flora, infatti, fa parte di coloro che vengono chiamati “Portatori”, persone speciali che hanno dei Doni particolari: il suo amico Fluido ha il dono di controllare l’Acqua, Muta sa trasformarsi in un qualunque animale, Brezza controlla l’elemento dell’aria e Fiamma ha la capacità di dominare il fuoco. I Portatori hanno numerosi Doni e molto variegati e gran parte di essi vive nel Rifugio all'interno del Bosco dei Superstiti, un luogo magico che accoglie la maggior parte dei Portatori, celandoli agli Ignari (gente comune che non ha, invece, un Dono). Flora, oltre ad essere una Portatrice e una Padrona delle emozioni, è prima di tutto un’adolescente: vive le prime cotte e i primi innamoramenti, i dissidi con gli zii (con i quali vive dopo la morte dei suoi genitori) e le continue fughe da casa – il tutto con una pesantezza maggiore, pensando a ciò che la ragazza è e deve affrontare a causa del suo Dono. Flora cambierà approccio verso il suo Dono solo quando riceverà l’aiuto di Raja, completamente inaspettato: riuscirà ad apprezzare un Dono fino ad allora odiato e riuscirà a sfruttarne tutte le potenzialità. Le cose si complicano quando un’antica minaccia, relegata alle storie e alle leggende degli Anziani, torna ad incombere sul Rifugio ed i suoi abitanti: Flora dovrà dimostrare una forza d’animo non indifferente e dovrà anche affrontare una vecchia conoscenza che si presenta ai suoi occhi sotto forma del nemico. L’evoluzione e la crescita a cui assistiamo, non soltanto di Flora ma anche dei suoi amici, ci stupiranno e ci lasceranno senza parole.
Molto particolare ed accattivante è Leo, l’animale-guida di Flora. Leo è un ex Portatore, era un umano da un passato che scopriremo sfogliando le varie pagine. Decide di diventare un animale-guida, in particolare un gatto, e di seguire ed aiutare Flora. Per molti versi, Leo sembra essere la voce della coscienza di Flora, come il Grillo parlante lo è di Pinocchio: spesso la ammonisce quando commette, più o meno consapevolmente, degli errori; la fa rinsavire quando prende delle decisioni troppo alla leggera o comincia a dare di matto; la fa tornare sulla retta via quando vede che si allontana troppo dai suoi zii o quando prova a darsi alla fuga seguendo solo i sentimenti.
Fluido è il tipico adolescente: consapevole di avere un Dono molto potente, spesso si sente superiore agli altri Portatori, soprattutto coloro che hanno Doni meno importanti, nonostante sia il primo ad avere amici tra i Portatori “minori”. Brezza riesce a controllare l’aria ed è spesso scontrosa e burbera con tutti, specialmente con Flora a causa della gelosia nei confronti della ragazza. Fiamma è, invece, un tipo irascibile e che spesso si mette nei guai con Fluido a causa di un’apparente rivalità tra i loro Doni. Zoe e Lume hanno, rispettivamente, il Dono di prendere la forma di oggetti lignei e quello di illuminarsi come una torcia, sono due dei Portatori con dei Doni considerati meno importanti, sono tanto coraggiosi da essere sempre in prima linea per aiutare gli amici, ma anche capaci di fare un passo indietro quando è necessario. I Portatori del romanzo sono davvero numerosi, basta affrontare la lettura per scoprirli tutti quanti.

La grande varietà dei Doni dei Portatori permette di aprire una piccola parentesi. Nel Rifugio, ci sono davvero molti Doni importantissimi: i tre ragazzi già citati riescono a dominare tre dei quattro elementi – fuoco, acqua, aria –, c’è chi riesce a curare i malati e i feriti, chi può manipolare la memoria e i ricordi, chi riesce a riportare i morti in vita, a vedere il futuro o comunicare con gli animali. Altri hanno Doni “minori”: sentire le emozioni altrui, mutare forma, controllare l’elettricità, trasformarsi in una sfera e molti altri. Questo, nonostante sia un mondo fantastico, rispecchia perfettamente la nostra realtà: ciascuno di noi, infatti, ha dei veri e propri Doni, come i Portatori del Rifugio. Non riusciamo a trasformarci, a diventare invisibili o lanciare palle di fuoco, ma abbiamo sicuramente delle capacità che ci rendono persone uniche dagli altri. È importante anche il processo graduale attraverso il quale Flora scopre il suo Dono, impara a conviverci, riesce a gestirlo ed impara, poi, a sfruttarlo al massimo. Questo è ciò che dobbiamo fare anche noi, seguire un processo lento e graduale per capire quali sono le nostre potenzialità e riuscire, poi, a sfruttarle a pieno, perché ciascuno di noi è importante e particolare a modo proprio.

Il romanzo è narrato al presente ed utilizzando la prima persona, dal punto di vista di Flora. La scelta narrativa è qui davvero perfetta, perché, così facendo, l’autrice riesce a farci comprendere le difficoltà di Flora e farci immedesimare in lei in maniera diretta. Flora è in grado di sentire sentimenti e sensazioni di tutti coloro che le stanno intorno e questo ci permette anche di sapere molte cose anche degli altri personaggi, senza che sia necessario cambiare il punto di vista della narrazione. Unica pecca sono i refusi disseminati qua e là nella narrazione, piccoli errori sfuggiti ad un’ultima revisione e diverse virgole che occupano posti sbagliati, che si possono, però, facilmente perdonare.

La padrona delle emozioni è un esordio con i fiocchi per Vittoria Marchi, che ha curato l’intera storia in ogni minimo dettaglio, senza lasciare vuoti o falle nella narrazione o nella linearità dello scorrere degli eventi. La ringrazio per avermi dato l’opportunità di leggere il suo libro e ne consiglio la lettura anche a chi non è appassionato al genere fantasy, perché scopriranno una storia tanto diversa dal mondo reale, ma in fondo anche così simile a ciò che abbiamo intorno.

martedì 22 maggio 2018

Segnalazione #14: Loving an Angel: Il diario di Safira di Irene Spaziani

Oggi il blog segnala il romanzo Fantasy di Irene Spaziani. Trovate tutte le info proseguendo la lettura.


INFO
Titolo: Loving an Angel: Il diario di Safira
Autore: Irene Spaziani
Formato e-book: 0,99€
Formato cartaceo: 10,40€
Pagine: 352
Editore: Self Publishing
Genere: Fantasy
Data di pubblicazione: 3 agosto 2015
Disponibilità: Amazon Store

TRAMA
"-Cosa si sarebbe scatenato se le regole che tengono uniti due mondi così simili e diversi al contempo, fossero state infrante? -
Safira, una ragazza comune del nostro tempo, è pronta a riprendere la noiosa vita di sempre dopo le vacanze natalizie, quando il mistero comincia ad avvolgerla. Una strana sensazione si annida dentro di lei, allontanandola dal tranquillo scorrere dei giorni da diciottenne. Strani sogni, pensieri, dubbi la tormentano... E poi una voce nella testa. L'incontro con un misterioso individuo la catapulterà in un'esperienza appassionante e sconvolgente allo stesso tempo, che cambierà per sempre la sua vita... E il destino dell'intero universo."
-Primo volume di una saga fantasy-

ESTRATTI
"Decisamente, non stava sognando. Il dolore era vero e pulsava ferocemente. Non riuscì più a muoversi, neanche per volgere lo sguardo allo squarcio di luce che penetrava dall'alto. Era solo invasa da fitte e dal pianto, e non riuscendo a trattenerli, strillando a squarciagola ed inutilmente "Aiuto", si lasciò andare, svenendo nell'oscurità. Ogni speranza sembrava perduta ed un vortice oscuro si formò nel cielo, ricadendo sul terreno illuminato dal barlume di luce. Da quel turbine ombroso apparve il giovane dai capelli corvini, con quegli occhi azzurri e quel bellissimo viso che la ragazza aveva sempre ammirato nei suoi sogni. Fece svanire il vortice con un semplice schiocco delle dita, schiudendo alle spalle un bellissimo paio di ali nere, dai riflessi argentei. Le si avvicinò con incertezza, preoccupato dalle sue condizioni. Chino accanto a lei, la strinse tra le braccia, come avrebbe desiderato fare da tanto tempo, mentre lo splendore delle sue iridi si scuriva. Cambiavano gradazione in base alle emozioni provate." 

"Tuttavia, l'amore per i libri in sé, gliel'aveva trasmesso Safira fin da quando era bambina. L'aveva sempre osservata con curiosità nei momenti di lettura, notandola svanire dal mondo concreto per entrarne a far parte di uno fantastico, affezionandosi a personaggi che ne prendevano dimora fissa nel cuore. Tramite le sue emozioni e i suoi pensieri, aveva compreso quanto i libri esercitassero una vera e propria magia su di lei, così come accadeva a moltissimi altri lettori; [...]"

"«Nel Regno delle Stelle Incantate, uno dei quattro reami del Paradiso, incombe da qualche tempo il pericolo di una guerra aperta contro il demone Osgor. Lui è mio padre, il Signore delle Ombre, che con il suo esercito di dannati si è spinto oltre i confini del proprio castello, situato negli Inferi [...]»

BIOGRAFIA
Sono Irene, chiamata Nena, e ho venticinque anni. Nonostante sia una ragazza molto timida, riesco con facilità ad essere più estroversa e solare con chi sa farmi sentire a mio agio. Vivo in un piccolo paesino del Lazio e non amo molto parlare di me, bensì delle mie passioni. Sono innamorata del fantasy ed amo scrivere da più di dieci anni, seppur abbia deciso di pubblicare da poco tempo. Adoro leggere da quando, in quinta elementare, la mia maestra di italiano mi suggerì Lo Hobbit e La storia di Dedalo e Icaro, permettendomi di scoprire mondi meravigliosi. Accanto a questa passione, qualche anno dopo, è nata quella per la scrittura, scaturita soprattutto dalla visione del film Il Signore degli Anelli: Il ritorno del Re. Tolkien e il suo mondo mi hanno trafitto il cuore come la freccia di Cupido e leggere, ma soprattutto scrivere, è diventato indispensabile. Dal 2006, anno in cui da un sogno è nato Loving an Angel: Il diario di Safira, sono cresciuta con questa storia nella mente, modificandola e migliorandola continuamente, fino ad ampliarla in una saga. Ho scritto altri romanzi, ancora non pubblicati, e adoro scrivere aforismi che diffondo sui social Facebook ed Instagram. Oltre ai fantasy leggo romanzi classici, thriller e rosa, ma anche i film e la musica sono una mia grande passione, fonti d'ispirazione ed incoraggiamento. Adoro collezionare fate, gingilli e adoro gli animali, a partire dai cinque cani che risiedono in casa. Seguitemi sui social per restare in contatto col mondo di Loving an Angel e con pensieri ed aforismi pronti ad ispirare e toccare il cuore con semplicità.

LINK ALL'ACQUISTO
https://www.amazon.it/Loving-Angel-Il-Diario-Safira-ebook/dp/B013FAP5BU/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1497374845&sr=1-1&keywords=loving+an+angel+il+diario+di+safira

domenica 20 maggio 2018

Recensione #19: Contes fantastiques di Guy de Maupassant

Poco tempo fa, ho terminato una breve lettura: si tratta di alcuni racconti di Maupassant, letti in lingua originale. La mia edizione contiene undici racconti, dei quali vi riporto il titolo in francese: Sur l’eau; Magnétisme; La peur; Apparition; Lui?; La main; La chevelure; A vendre; L’auberge; Le Horla; Qui sait?.


Vi riporto brevemente la trama di alcuni di essi:
Sur l’eau: racconta di un pescatore che decide di fare un giro in barca di sera, ma rimane bloccato nel fiume perché la sua ancora si incastra. È costretto a trascorrere la notte sulla barca e accadono eventi sinistri: sale la nebbia, non riesce più a vedere nulla, comincia a sentire strani rumori. Solo il giorno dopo altri pescatori lo troveranno e lo aiuteranno a liberare l’ancora, facendo anche una sconcertante scoperta.
L’auberge: si narra di due uomini che trascorrono l’inverno in un rifugio in montagna per prendersene cura al posto dei proprietari che si allontanano per un periodo. L’uomo più anziano è un esperto montanaro e passerà i mesi insieme ad un giovane e al cane della famiglia in partenza. Il tempo trascorre lento ma tranquillo, fin quando non cominciano ad accadere cose strane: l’uomo, esperto di montagna, non fa più ritorno da un’uscita di caccia, il giovane, anche se inesperto, prova invano a cercarlo, la montagna produce inquietanti rumori, si avvertono strane presenze e voci provenienti dalla neve. Cosa troverà la famiglia, quando tornerà alla fine dell’inverno?
Le Horla: il protagonista di questo racconto vive degli strani avvenimenti, rendendosi conto che durante le notti qualcuno beve la sua acqua e il suo latte. Pensa di essere un sonnambulo o che sia lui, comunque, a far ciò e, per trovare risposte, va quindi prima a Mont Saint-Michel a parlare con un monaco e poi a trascorrere un po’ di tempo dalla cugina. Qui, assiste ad una seduta di ipnosi e vede la cugina comportarsi in modo strano quando viene ipnotizzata dal suo medico. Pensa, dunque, che a lui possa essere accaduto qualcosa del genere e torna a casa con questa convinzione. Sarà davvero questa la spiegazione degli strani avvenimenti in casa sua? O qualcosa di più inquietante avviene sotto il suo tetto?
Apparition: narra di un soldato che incontra un amico d’infanzia e si raccontano il loro passato. L’amico dice che è stato sposato ma la moglie morì dopo solo un anno, così lui lasciò la sua vecchia casa. Chiede, quindi, al soldato di andare nella vecchia casa a prendere dei documenti per lui, ma quando il giovane vi entra, inizia a vivere delle particolari esperienze: sente dei sospiri, si sente sfiorare, sembra esserci qualcun altro oltre a lui. Di chi si tratta? È una persona reale o un’entità soprannaturale?
La main: si racconta di un giudice che narra un fatto per lui inspiegabile. Aveva conosciuto un inglese che stava sempre in solitudine e su cui giravano strane voci. Quando il giudice aveva visitato la sua abitazione, l’inglese gli aveva mostrato qualcosa di sconcertante: un’enorme mano umana incatenata ed esposta come un trofeo. A chi apparteneva? L’inglese non sembrava essere al sicuro, perché?

Recensione
Guy de Maupassant è famoso per romanzi di successo del calibro di Bel Ami o di racconti come La casa Tellier. Nel corso della sua vita, lo scrittore francese compose più di 300 racconti e novelle, spaziando tra i più disparati argomenti quali il suicidio, l’adulterio, l’omosessualità, l’ateismo. Il piccolo volume in questione riunisce undici racconti che si ricollegano al tema del sovrannaturale (non a caso, raccolti sotto il titolo di Contes fantastiques, “Racconti fantastici”).
In questi racconti specifici, lo stile di Maupassant è davvero particolare. Si avvicina molto allo stile di Poe e dei suoi racconti del terrore, ma differisce da esso per un elemento in particolare: Poe intende far sentire un brivido di terrore ai suoi lettori, mentre Maupassant si “accontenta” di creare in loro un sentimento di inquietudine.

I racconti sono davvero di poche pagine e di rapida lettura. Ciascuno di essi non racconta molti fatti o avvenimenti. Lo scrittore si sofferma molto di più a descrivere i luoghi e, soprattutto, i sentimenti e gli stati d’animo dei vari protagonisti: possiamo leggere, dunque, di strani eventi (mobili che si muovono ed escono da un’abitazione) e di luoghi così silenziosi da creare apprensione (il fiume di notte dove un pescatore è bloccato), di personaggi insoliti (un cacciatore che espone un arto umano tra i trofei) e di avvenimenti inspiegabili (bicchieri d’acqua che vengono ritrovati vuoti senza nessun apparente motivo). Anche in pochissime pagine, Maupassant riesce perfettamente nel suo intento di creare apprensione e tensione in chi legge: gli bastano poche righe e la sua grande capacità di scrittura e il gioco è fatto. Mette in atto giochi di ambiguità, mostra le ansie dei protagonisti che si riversano nel lettore, ambienta i fatti in luoghi silenziosi e misteriosi, ci mostra continuamente i trasalimenti e i sussulti dei personaggi, i loro presentimenti e i dubbi. L’ansia sale così a livelli stellari e si riesce a sentire chiaramente un’inquietudine interiore.

Questi racconti hanno, però, un enorme aspetto negativo. Dopo tutta questa suspense, ci si aspetta una vera e propria rivelazione: purtroppo, questo non accade quasi mai (se non in pochi racconti, tra quelli in oggetto). Gran parte delle volte si termina la lettura di un racconto e si pensa: “E dunque? Sono stato inquieto finora a quale scopo?”. Uno dei migliori racconti è sicuramente Sur l’eau (Sull’acqua) insieme a L’auberge (La locanda): con questi racconti (e qualche altro), il senso d’inquietudine che nasce durante la lettura rimane anche dopo aver terminato le poche pagine e si deve necessariamente riprendere fiato e tornare alla realtà. Per le altre storie, invece, questo non accade e la tensione portata avanti fin quasi alla fine svanisce improvvisamente realizzando che non si ha nessuna soluzione al mistero o che non si scopre nulla di più rispetto a quanto narrato a livello di sensazioni e sentimenti.

Lo stile di Maupassant è senza dubbio particolare, è un maestro del mistero ed è sicuramente uno dei padri del racconto moderno: le conclusioni dei suoi “racconti fantastici” non lasciano quasi nulla al lettore, ma le narrazioni fanno insorgere con destrezza un senso di inquietudine che difficilmente si riesce a dimenticare.

domenica 13 maggio 2018

Recensione #18: Semplicemente Gio' di Erika Lenti

Semplicemente Gio’ è un romance di Erika Lenti.


Trama
Si dice che il destino sia scritto nelle stelle. Se invece le fatalità non esistessero, se fossimo noi a crearci il futuro, un susseguirsi di eventi non dettati dalla provvidenza ma dalle nostre scelte, cambierebbe la nostra prospettiva sull'esistenza? Chiamatelo destino o semplice casualità, ma la vita si basa su delle scelte, giuste o sbagliate che siano, per la maggior parte delle volte suggerite dal cuore. Che sia una scelta riguardante un amore, una proposta di lavoro, un sogno da perseguire, il cuore è sempre il protagonista. La vita è piena di difficoltà e abbiamo noi la chiave del nostro destino: dobbiamo solo capire quando usarla. Come una chiave di violino messa usualmente all'inizio di un pentagramma, con la funzione di fissare la posizione giusta delle note, ma che può essere usata anche in un punto qualsiasi per identificare un passaggio, un cambiamento. Perché, in fondo, la musica è in tutto ciò che ci circonda, può guidarci, salvarci, ed è lei la vera protagonista di questa storia in cui i personaggi si troveranno spesso di fronte a dei bivi, in cui dovranno decidere se essere veramente padroni del proprio destino: scegliere tra un amore puro, tenero, romantico e sicuro o abbandonarsi a una passione sfrenata, vitale, intensa e irrefrenabile; scegliere di abbandonare un sogno perché le dure e avverse realtà della vita fanno di tutto per impedirti di realizzarlo; scegliere quale rapporto affettivo mettere al primo posto, a costo di perdere una persona comunque importante. Sarà proprio il destino a far scontrare la personalità raggiante ed esuberante di Giorgia, appassionata di musica, con quella del giovanissimo uomo d’affari Liam e dello scontroso ex musicista Dylan. Due ragazzi apparentemente diversi, ma uniti da un passato doloroso e da un futuro che si prospetta ancor più difficile. Giorgia sarà una nuova speranza, un nuovo inizio per entrambi, ma forse segnerà la fine del loro legame… per sempre!

Recensione
Semplicemente Gio’ ha tutte le carte in regola per essere definito uno dei romance più belli in circolazione. Erika Lenti, l’autrice, è riuscita a raccontare una storia che difficilmente lascia indifferente chi la legge. Il filo conduttore del romanzo è la musica, fondamentale per la protagonista Gio’, elemento che ciascuno di noi può apprezzare perché, anche se in modi diversi, è parte integrante delle nostre vite (abbiamo ricordi legati a delle canzoni, brani che ci fanno sognare, altri che ci tirano su il morale nei periodi bui). Le canzoni che fanno da colonna sonora all'intera storia sono quelle dei Modà, band italiana certamente nota a tutti: si può apprezzare o meno il loro repertorio musicale, ma è comunque molto piacevole leggere la storia accompagnata da pezzi di alcuni dei loro brani e le parole dei testi selezionate dall'autrice sembrano essere state scritte proprio per Gio’ e la sua avventura (lo dice sinceramente una persona a cui non piacciono particolarmente le canzoni dei Modà e che non conosce la maggior parte dei testi citati nel libro, ma che li ha trovati perfetti per i vari momenti). Durante la narrazione, è possibile poi apprezzare la bravura dell’autrice anche nelle scene descrittive – la tavola imbandita per le feste, il paesaggio invernale a New York, l’arredamento e la disposizione delle stanze, le attrazioni della Sardegna –, scene che ci permettono di immaginare perfettamente quello che i personaggi della nostra storia stanno vedendo. Un altro elemento a favore della storia è la lunghezza del libro: le 431 pagine, infatti, permettono all'autrice di farci conoscere e apprezzare Gio’ come merita, di farci comprendere perfettamente le emozioni e gli stati d’animo di tutti i personaggi e di sviluppare in modo graduale una storia che altrimenti verrebbe banalizzata. Unica nota dolente è la scelta fatta per la narrazione. La storia viene raccontata al presente, ma non vediamo mai un unico punto di vista: in un capitolo abbiamo la narrazione in prima persona dal punto di vista di Gio’, nel successivo troveremo quella in terza persona dal punto di vista di Liam, per poi tornare di nuovo alla prima persona ma dal punto di vista di Dylan. Questi continui cambiamenti disturbano la fluidità della lettura, soprattutto nella prima parte del romanzo, mentre adottare magari la scelta di utilizzare sempre e solo la prima o la terza persona (anche mantenendo la varietà dei punti di vista) avrebbe reso la lettura ben più scorrevole. Inoltre, ci troviamo spesso a leggere alcune pagine del diario che Gio’ tiene quasi quotidianamente: se da una parte ci servono a comprendere i veri sentimenti e i veri pensieri della protagonista (perché qui si esprime con assoluta sincerità), dall'altra a volte risultano ripetitivi ed inutili, soprattutto quando Gio’ si sofferma a raccontare all’Amico suo (così lei chiama il suo diario) gli eventi che le sono capitati e che probabilmente abbiamo già letto nelle pagine precedenti. Infine, sono presenti anche diversi refusi che, purtroppo, fanno calare un po’ la valutazione (verbi e soggetti non accordati tra loro, frasi in cui sarebbe stato auspicabile aggiungere una parola in più o di cui si sarebbe potuta modificare la sintassi per renderle più “comprensibili”, semplici errori ortografici sfuggiti ad un’ultima revisione).

Protagonista indiscussa del libro è Giorgia, una ragazza italiana che vive e lavora a New York. Sogna da sempre di innamorarsi dell’uomo giusto, ma ha ricevuto soltanto tante delusioni dal punto di vista sentimentale. Pilastri fondamentali della sua vita sono la sua amica Tracy e sua sorella Stefi, le persone che la conoscono meglio di chiunque altro al mondo e di cui Giorgia si fida ciecamente. Una parte del suo cuore è pieno dei suoi nipoti, i tre figli di Stefi, ai quali è molto affezionata, ma sente che la sua vita è incompleta e per questo cerca l’uomo giusto (anche se il suo metodo sembra piuttosto discutibile, se non si comprende la natura di Giorgia). Lei è solare, positiva, passionale, innamorata della musica e della vita, spavalda e chiacchierona, ma anche dolce, timida e spesso imbranata: lei è semplicemente Gio’. E la sua vita è destinata a cambiare il giorno in cui conoscerà finalmente l’uomo della sua vita: ruzzolando giù dalle scale dell’edificio in cui lavora, verrà soccorsa ed aiutata da Liam, il principe azzurro dai capelli biondi e gli occhi chiari che cavalca in sella alla sua moto; suonando la chitarra in un parco, le si avvicina un uomo dagli occhi scuri e i capelli lunghi che le provoca subito le farfalle allo stomaco, con cui sente di essere legata attraverso la musica, ma che riesce a far scappare probabilmente a causa delle sue domande che lo rendono triste. Liam è l’incarnazione dell’uomo perfetto: gentile, premuroso, sempre presente nei momenti di bisogno, altruista e pronto a rendere felice Gio’ in qualsiasi modo. Liam ha perso i genitori nell'attacco terroristico alle torri gemelle e ha da poco recuperato il rapporto con il fratello che si è tenuto lontano per diverso tempo. Dylan, questo il nome dell’uomo del parco, è l’opposto di Liam: passionale, innamorato della musica, sensibile, facilmente irritabile e dal carattere pungente. Dylan ha sempre vissuto per la musica, ma dei seri problemi di salute lo hanno portato ad abbandonare sia la sua passione che la sua famiglia e sembra che la conoscenza di Gio’ possa farlo tornare l’uomo che era. Gio’ si trova dunque tra due fuochi, tra il ghiaccio e il fuoco, tra il paradiso e l’inferno, ha i sentimenti confusi perché comprende di essere innamorata di entrambi, ma sarà costretta a fare una scelta che, inevitabilmente, porterà qualcuno a soffrire. La situazione, già parecchio ingarbugliata, peggiora scoprendo che Liam e Dylan non sono due sconosciuti, ma si conoscono benissimo tra loro. Non si riesce a staccarsi dalle pagine, curiosi di sapere come si risolverà questo intrico.

Ringrazio l’autrice per avermi dato la possibilità di leggere il suo romance e ne consiglio la lettura a chiunque voglia conoscere una storia piacevole e appassionante, a chi ama la musica e sa quanto questa sia importante nella vita, a chi ama i Modà o anche a chi non li conosce, a chi ama il genere romance per apprezzare la storia sognante di Gio’ e a chi non ama questo genere per deliziarsi in piacevole compagnia di una storia ben scritta e che vi ruberà il cuore.

giovedì 10 maggio 2018

Segnalazione #13: Come un'isola di Monika M.

Oggi vi segnalo un romanzo di cui potreste già aver sentito parlare. Si tratta di Come un'isola di Monika M., in uscita in una nuova edizione.


INFO
Titolo: Come un'isola
Autore: Monika M.
Editore: Lettere Animate
Data di pubblicazione: 28 maggio 2018

TRAMA
Come un'isola narra la Dominazione in modo psicologico e non erotico, descrivendo un vero rapporto Dom/sub.
Lucrezia contatta Victor per rivivere le torture della Santa Inquisizione, essendo convinta di aver vissuto, in un'altra vita, accuse di stregoneria. Ma nulla andrà come Lucrezia ha stabilito, finirà per innamorarsi del suo carnefice.

INTRODUZIONE ALLA LETTURA
Come un’isola è forse scritto unicamente per noi donne, noi donne che ci amiamo così tanto da saper amare in modo unico, senza però tradirci mai. E’ una storia d’amore non convenzionale, complessa, forse malata, tenace, che rivela la fragilità e la forza stessa della protagonista. E’ un invito a darci una possibilità anche quando tutti i segnali indicano pericolo, vivere un amore sapendo che si verrà feriti non per ingenuità ma per coraggio, vincendo la paura del dolore che sappiamo arriverà ma che sarà nulla confrontato ad una assenza di rimpianto. E’ consapevolezza di sé, è controllo, è scelta. Lucrezia, la protagonista, allineerà la sua vita a quella di Victor convinta di poter, come sempre nella sua vita, controllare tutto. Nulla sarà più diverso da ciò che lei aveva pianificato fino a conoscere la travolgente ribellione, fiera del suo orgoglio ingaggerà una guerra con il suo stesso cuore per non concedersi ad un amore non corrisposto. Si tufferà volontariamente in due occhi crudeli e belli sapendo che vi troverà la morte per annegamento, consapevole che quel che dopo l'aspetterà non sarà più vita , ma sopravvivenza scandita da una inguaribile mancanza, dettata però dalla libertà della scelta fatta. Siamo spesso schiavi dei nostri limiti, ma quanto di noi siamo disposti a tradire per oltrepassarli?

ESTRATTO
<< Non bisogna mai partire da un risultato, se lo facessimo tutto sarebbe falsato, ogni gesto e pensiero mutato dal desiderio di giungere dove si è stabilito e non dove veramente siamo attesi... sei enigma e mistero che vivrò per sempre o forse mai più... >>


 

domenica 6 maggio 2018

Recensione #17: Madame Bovary di Gustave Flaubert

Madame Bovary (1856) è il testo più celebre dello scrittore francese Gustave Flaubert. Inizialmente pubblicato a puntate su una rivista, suscita subito scandalo nella società dell’epoca, principalmente per la narrazione degli adulteri della protagonista.


Trama
Il romanzo si apre con Charles Bovary, un modesto medico che vive a Tostes seguendo le direttive della madre, sia dal punto di vista lavorativo che affettivo. L’uomo rimane presto vedovo della prima moglie, più vecchia di lui, e sposa in seguito la giovane e carina Emma Rouault. Emma è cresciuta leggendo libri, romanzi, storie appassionanti e sogna una vita come quella che trova nelle sue letture: il matrimonio con Charles sembra essere l’evento che aspettava per godere a pieno dei piaceri da lei sperati, ma presto rimane delusa e annoiata dalla vita mediocre che conduce insieme a Charles. Il marito, per risollevarle il morale, decide che si trasferiranno a Yonville e spera che ciò possa giovare alla moglie. Dopo il trasferimento, Emma dà alla luce una figlia, ma questo contribuisce ad alimentare la sua disillusione sulla vita, poiché sperava di avere un maschio. La sua condizione la porta ad accettare il corteggiamento di Léon, un giovane praticante notaio che non riesce però ad esprimerle i suoi sentimenti prima di partire per Parigi per terminare i suoi studi. Emma intreccia, perciò, una relazione amorosa con Rodolphe, un ricco proprietario terriero, dal quale verrà però abbandonata dopo che l’uomo si sarà stancato di lei. Durante una serata a teatro a Rouen, Emma rivede Léon e intraprende con lui una nuova relazione. La donna è ancora alla ricerca della vita ideale che sognava fin da piccola, ma non immagina quali saranno le conseguenze delle sue illusioni.

Recensione
Il romanzo di Flaubert si impone come manifesto del realismo letterario che verrà a seguire: i fatti vengono esposti da un narratore esterno e con uno stile oggettivo e distaccato, senza dare, dunque, nessuna valutazione a fatti, eventi o condotta dei personaggi. Lo stile dello scrittore ci presenta i vari avvenimenti raccontandoli dal punto di vista dei vari personaggi: possiamo, così, sperimentare la tranquillità di Charles, essere testimoni delle smanie di Léon, testare il malessere e l’eccentricità di Emma, seguire l’euforia di Rodolphe fin quando non si trasforma in noia. I diversi punti di vista si alternano senza infastidire minimamente il lettore e ciò avviene non soltanto tra un capitolo e l’altro, ma anche all'interno di uno stesso capitolo (invito, a tal proposito, a leggere il capitolo III della seconda parte del romanzo: inizialmente abbiamo il punto di vista di Léon, passiamo poi a quello del farmacista Homais, ci spostiamo a quello di Charles, vediamo quello di Emma e torniamo, infine, a Léon). Infine, la bravura narrativa di Flaubert si vede anche nella prima parte del romanzo che serve a farci conoscere i personaggi di Charles ed Emma e, soprattutto, a farci comprendere la sofferenza di quest’ultima. Le giornate di Emma, infatti, si susseguono sempre uguali, monotone, noiose e il malessere della protagonista viene trasmesso in modo così perfetto da pervadere perfino l’animo del lettore.

La protagonista indiscussa del romanzo è Emma: la ragazza accresce fin da giovane le sue conoscenze attraverso i testi del periodo del Romanticismo (tanto letterario quanto sentimentale), periodo che Flaubert vuole contestare anche attraverso i suoi scritti. Il Romanticismo letterario ha, infatti, alimentato i sogni di Emma con illusioni che lei stessa riverserà nelle relazioni extraconiugali con Rodolphe e Léon. Emma si trova, dunque, inconsapevolmente, tra due fuochi: da una parte le sue aspettative basate sulle sue letture, dall'altra la realtà tranquilla ma mediocre al fianco del marito. Non a caso, è entrato nel lessico comune il termine “bovarismo”, intendendo l’insoddisfazione e la noia per la propria esistenza ed il tentativo di fuga attraverso l’immaginazione di una vita con tutti i sogni ed i desideri inespressi.

Charles è il secondo protagonista della vicenda, nonostante il romanzo si apra proprio su di lui. Il giovane Bovary ci viene subito presentato come succube dei desideri della madre: la donna vuole che il figlio diventi medico e riuscirà nel suo intento. Charles riesce ad essere piuttosto bravo nel suo mestiere, ma è fin troppo chiaro che non si tratta della sua reale vocazione: si occupa sempre di malati “regolari”, non ambisce a conoscere malattie inusuali e i corrispettivi rimedi, prescrive ai suoi pazienti delle cure il più possibile naturali e semplici, finisce col peggiorare la situazione di un pover'uomo a causa dell’ostinazione della moglie e dell’amico farmacista, si vede costretto a chiamare degli illustri medici dalle città vicine quando si trova davanti a dei casi per lui incomprensibili. Nonostante la sua mediocrità e i suoi fallimenti, il signor Bovary non si mostra mai preoccupato del giudizio altrui e non prova nemmeno rimorsi verso sé stesso. La costante dell’uomo sarà quella di essere sottomesso alle volontà altrui: della madre prima e di Emma poi, non per semplice inettitudine, ma perché profondamente innamorato di loro al punto di non riuscire a contraddirle.

Homais è un altro personaggio molto particolare, anche se non direttamente protagonista. È il vicino di casa dei coniugi Bovary a Yonville ed è anche il farmacista del villaggio. Fin da subito, l’uomo si presenta opportunista e terribilmente logorroico. Più d’una volta si rende insofferente al lettore quando compare nelle varie scene: leggere il nome di Homais equivale a rassegnarsi ad interminabili spiegazioni e riflessioni. Il farmacista è un personaggio rilevante soprattutto perché incarna le idee illuministiche, il trionfo della ragione e l’importanza della scienza. Sebbene i suoi discorsi siano piuttosto lunghi e spesso intollerabili, dalle sue parole si evince chiaramente quell'esaltazione della ragione e della filosofia tipica dell’Illuminismo. Tutto ciò emerge ancora più chiaramente alla fine del romanzo, quando vengono riportati i suoi battibecchi con Don Bournisier sulle differenze tra la scienza e la religione. Inoltre, il farmacista è anche un uomo piuttosto pragmatico e che guarda principalmente al proprio tornaconto (durante una tragedia, non esiterà a preoccuparsi di un pranzo insieme a due illustri medici, mentre è consapevole che a poca distanza da casa sua si sta svolgendo una disgrazia). Infine, Homais ha anche l’onore e l’onere di chiudere il romanzo: come se i reali protagonisti del libro venissero dimenticati, Flaubert ci informa che Homais ha finalmente ricevuto il riconoscimento che tanto desiderava.

Madame Bovary è davvero un romanzo rivoluzionario, tanto dal punto di vista stilistico che contenutistico. Viene studiato nelle scuole, ma difficilmente si riesce a trasmettere la reale grandezza del testo e del suo scrittore: le conoscenze scolastiche quasi “profanano” la genialità flaubertiana che può essere compresa a fondo solo attraverso la lettura diretta del romanzo.

sabato 5 maggio 2018

Segnalazione #12: Non ti scordar di me di Laura San Brunone

Oggi vi consiglio un thriller psicologico! Tutte le info di seguito.


INFO
Titolo: Non ti scordar di me
Autore: Laura San Brunone
Editore: Veda Edizioni
Genere: Giallo/Thriller psicologico
Pagine: 183

TRAMA
Questo libro nasce durante l'ascolto di alcune tracce musicali del pianista e compositore Ludovico Einaudi.
Note dopo note, l'autrice ha sentito la necessità viscerale di riportare le sensazioni provate durante l'ascolto, trasformandole in un racconto intrinseco di profonde emozioni e sfumature dell'anima di chi ama senza limiti, alimentando questo sentimento fino all'esasperazione.
Per cogliere a pieno tutte le sfaccettature, immergendosi in un'esperienza stimolante come quella che ha ispirato l'autrice, si consiglia l'ascolto di alcuni dei suoi brani durante la lettura.
Ad ogni capitolo si suggerisce un brano musicale del Maestro Einaudi come sottofondo, per poter vivere a pieno quest'esperienza.

La storia parla di una ragazza appagata dalla sua vita: ha un buon lavoro, un uomo che ama alla follia, sta realizzano tutti i suoi desideri. Il fidanzato finalmente le chiede di sposarla e lei, presa da dubbi e prime insicurezze accetta felice. Con lei ci sono due grandi amiche del liceo che le faranno da testimoni alle nozze e l'aiuteranno con i preparativi per il matrimonio. Ma qualcosa va storto.
Quando l'amore diventa qualcosa d'indispensabile e si trasforma in ossessione, è difficile essere lucidi e poter scindere la fantasia dalla realtà.

Racconto l'ossessione di amare a tal punto da immaginare situazioni inesistenti, autolesionismo, impulsi incontrollati della mente che portano a drammatiche situazioni.
L'amore viene descritto come un coltello affilato: il problema non è l'oggetto in sé, ma chi lo utilizza e per quali scopi.
Descrivo l'inaspettato che irrompe nelle certezze dell'innamorato, che divora lentamente l'anima di chi ama portandola verso l'oscurità.
Nel libro parlo anche di punti di riferimento importanti per la protagonista che l'aiuteranno a superare molti ostacoli della sua vita, come se fossero delle carte magiche da lanciare in caso di necessità.
E' solo il mio primo libro, ma l'ho scritto con passione.

ESTRATTI

 

CITAZIONE
Io e il resto del mondo abbiamo un moto di rotazione differente.
Ecco, sono proprio come Venere e Urano che si fanno i fatti loro e girano in senso orario infischiandosene di quello che fanno gli altri pianeti.

BIOGRAFIA
Laura San Brunone nasce a fine novembre del 1988 ad Erice in provincia di Trapani. Si sposta con la famiglia al nord all'età di 3 anni fino ad arrivare in provincia di Vicenza.
Lì sceglie indirizzo grafico pubblicitario e inizia a scoprire la sua creatività. Ha molto da offrire ma non sa bene dove indirizzare le sue energie. Da giovane adolescente incontra Francesco e da quell'incontro restano insieme per ben 8 anni per poi sposarsi nel 2012 e avere due bambine, Aurora e Selena.
Ha sempre avuto un certo interesse per i libri e la scrittura , anche se è sempre stato qualcosa di "privato e personale".
Una notte come tante altre, a seguito di un incubo, inizia a scrivere quel sogno su di un'agenda che tiene vicino al comodino. Riempite diverse pagine di dettagli e sensazioni, si accorge di avere tra le mani una trama per un romanzo. E così, da un'incubo, nasce "Non ti scordar di me", dedicato ai suoi 4 nonni.
Al momento lavora come giornalista per un settimanale cartaceo locale in edicola e in questo mondo si sente "a casa".

CONTATTI
Facebook: https://www.facebook.com/LauraSanBrunoneNontiscordardime/
Blog: https://laurasanbrunone.blogspot.it/

LINK ALL'ACQUISTO
Cartaceo: http://libreria.pubme.me/giallithriller/372-non-ti-scordar-di-me.html
Ebook: https://www.amazon.it/Non-scordar-Laura-San-Brunone/dp/8871638964/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1522015025&sr=8-1&keywords=non+ti+scordar+di+me+libro