Torniamo con l’analisi di un altro film Disney in cui
possiamo vedere la protagonista alle prese con la lettura. Sto parlando in
questo caso di uno dei film Disney tra i più recenti: Rapunzel – L’intreccio
della torre, del 2010.
Il film racconta di una dolce fanciulla dai capelli dorati
che vive chiusa in una torre nascosta nella foresta. I lunghi capelli della
ragazza sono magici: risplendono cantando una determinata melodia e hanno il
potere di guarire e di ringiovanire le persone. Questi poteri furono scoperti
dalla malvagia Gothel, colei che decise di rapire la bambina e rinchiuderla
nella torre. Facendo leva sia sull'affetto che sulle paure di Rapunzel, Gothel
riesce a farla restare dentro la torre per diciotto anni. La giovane, però,
nota ben presto che ogni anno, nel giorno del suo compleanno, migliaia di luci
si alzano in cielo e vorrebbe avere il permesso speciale di uscire dalla torre
e andare a vedere queste luci per il suo diciottesimo compleanno. Gothel,
ovviamente, rifiuta, ma l’occasione si presenta a Rapunzel quando, per caso,
capiterà nella torre il furfante Flynn Rider, che sta scappando dalle guardie
reali perché ha appena rubato, con due suoi compagni, il diadema della
principessa perduta. Rapunzel scenderà a patti con il simpatico Flynn: la
ragazza gli nasconde la borsa con il diadema, ma se lui la porterà a vedere le
luci, lei gliela restituirà. Inizia così l’avventura della fanciulla alla
scoperta di un mondo che non ha mai visto e che desidera scoprire, in felice
compagnia del suo nuovo amico Flynn.
Anche Rapunzel, come Belle nell'analisi precedente, ci viene
subito presentata come una fanciulla che si dedica alla lettura.
Sono le sette, è ora di cominciare.
Prendo la scopa e spazzo di qua e di là.
Corro di sopra, ho i panni da sistemare.
L'orologio, però, più veloce non va!
Afferro un libro o due, dalla mia libreria
E aggiungo un bel dipinto nella galleria.
Tra la chitarra, i ferri e la gastronomia
aspetto quel che succederà.
Così inizia
il primo brano del cartone animato dal titolo Aspettando una nuova vita.
Dobbiamo infatti cominciare a conoscere la simpatica fanciulla che vive da 18
anni all'interno della torre nascosta nella foresta e il brano ci offre proprio
l’opportunità di sapere come la giovane trascorre le sue giornate: suona,
cucina, prepara dolci, recita, dipinge. Tra le varie attività, si ritrova anche
a leggere. Notiamo
subito, però, che la lettura per lei non è una vera e
propria passione, ma soltanto uno dei tanti modi per provare a trascorrere il
tempo infinito che ha a disposizione nella torre. A supportare questa idea vi è
il fatto che possiamo vedere soltanto tre libri nella sua libreria: quello
rosso di botanica (con la scritta “Botany” e il disegno di un fiore), quello
blu di geologia (con la scritta “Geology” e il disegno di una pietra o un
minerale), quello giallo di cucina (con la scritta “Cooking” e il disegno di
alcuni utensili da cucina). Proseguendo con l’elenco delle sue attività,
Rapunzel ripeterà “Riprendo un libro o due, da quella libreria e
viaggio ancora un po' con la mia fantasia”.In questa seconda parte, però,
vediamo che la fanciulla è davvero annoiata da questa
attività: passa di nuovo
davanti ai suoi scaffali e prende ancora una volta i libri di prima con
un’espressione a metà tra la noia e la rassegnazione. La ragazza non è però da
biasimare: ricette e nozioni scientifiche saranno interessanti, ma passare
diciotto anni a leggere soltanto questo è un po’ una palla al piede. Madre
Gothel potrebbe anche portarle qualche altro libro, magari qualche bel romanzo
per permettere alla giovane di trascorrere il tempo più piacevolmente.
Dobbiamo
tenere in considerazione un importante fattore: Rapunzel non è del tutto
prigioniera della torre. Madre Gothel gioca molto sull'affetto e la fiducia che
la ragazza prova nei suoi confronti e alimenta le sue paure continuando a
ripeterle che il mondo è crudele e malvagio e soltanto lei potrà difenderla. In
un certo senso, è anche la stessa Rapunzel che resta di sua volontà nella torre
(viene detto, per esempio, che Gothel stia lontana anche per diversi giorni in
base a ciò che deve fare e Rapunzel non ha mai tentato di fuggire o quantomeno
uscire dalla torre e scendere nel prato lì sotto). Qualsiasi libro o romanzo,
dunque, potrebbe compromettere questo rapporto tra le due, quindi è probabile
che questo sia un motivo per il quale la fanciulla si ritrova a leggere
soltanto trattati di botanica o geologia.
Con l’arrivo di Flynn (o Eugene, come preferisco io), Rapunzel
dimenticherà totalmente i libri e la lettura: questo è un altro elemento che ci
fa comprendere meglio che la lettura per lei non è una passione ma un
passatempo. Torneremo a vedere Rapunzel con un libro soltanto quando arriverà
al
villaggio insieme alla sua guida Flynn. Qui vediamo i due che stanno
sfogliando un atlante geografico in mezzo a moltissimi volumi aperti.
Probabilmente qui c’è un piccolo momento di svolta: finalmente la ragazza può
avere a che fare con libri diversi dai soliti che aveva nella torre e il suo
entusiasmo nei confronti di questi amici di carta cresce e cambia totalmente.
Ha, infatti, sfogliato quelli che sembrano essere racconti, trattati, storie e
perfino fiabe: tra gli altri, vediamo un libro con l’illustrazione di un cane
sulla destra e il libro che narra le vicende de La bella addormentata sul
davanzale della finestra.
Insomma, Rapunzel non ha un buon rapporto con la lettura, ma
mi piace pensare che la rivaluti nel momento in cui può decidere lei stessa
cosa leggere e quali libri sfogliare.
Sapevate già tutte le piccole curiosità sui libri in questo
film? Fa parte della lista dei vostri Disney preferiti? Per me, la risposta è
assolutamente sì! Magari, dopo questo articolo, guarderete il cartone animato
con un occhio diverso!
Dopo una delle tante riletture del romanzo Orgoglio e
pregiudizio e dopo aver rivisto la trasposizione cinematografica del 2005 di Joe
Wright, ho deciso di condividere con voi le diversità tra il libro e questo
particolare adattamento per il grande schermo. Ho praticamente annotato tutte
le differenze che ho trovato e qui vi espongo le principali.
Inutile dire che, ovviamente, i personaggi esistenti nel
romanzo sono molti di più rispetto al film. La narrazione cinematografica,
comunque, procede bene e senza falle nella trama anche con qualche personaggio
in meno. Dei vari personaggi tagliati dalla storia, alcuni modificano
addirittura la composizione di alcune delle famiglie del romanzo. Tra i
personaggi meno importanti, posso citarvi i numerosi figli della famiglia
Lucas, che non ritroviamo affatto nel film (abbiamo, infatti, solo Charlotte).
O, ancora, il fatto che il signor Bingley abbia solo la sorella Caroline nel
film, mentre nel romanzo esiste anche una sorella maggiore di nome Louisa
e sposata al signor Hurst. Un personaggio in meno fa procedere più rapidamente
la narrazione filmica e, diciamo la verità, una sorella acida come Caroline
basta e avanza anche a colmare il vuoto di Louisa. Infine, i signori Gardiner,
parenti della madre delle signorine Bennet, hanno ben quattro figli. Nel
romanzo, infatti, quando Lizzy parte con gli zii a visitare i laghi, i Gardiner
lasceranno i loro figlioletti a casa Bennet, direttamente alle amorevoli cure
di Jane, mentre nessuno di questi figli è presente nella trasposizione
cinematografica.
Vengono modificati anche alcuni piccoli dettagli. Un piccolo
cambiamento mostra la signora Bennet ancora più risoluta in uno dei suoi intenti.
Mi riferisco al momento in cui Jane deve andare a Netherfield su invito delle
sorelle di Bingley. Nel romanzo, infatti, la madre rifiuta di farla andare in
carrozza, ma le concede di prendere un cavallo. Nel film, la povera Jane è
costretta ad andare direttamente a piedi. Un’altra differenza riguarda anche il
fatto che Mary non vada a Netherfield quando Jane è lì malata, ma nella stessa
scena cinematografica il maggiordomo di Netherfield annuncia tutte le signorine
Bennet e quindi la presenza di Mary nel film la rende più divertente. In questa
stessa scena, nel film, Mary sostiene di preferire la conversazione durante gli
incontri per i balli (e la signorina Bingley la apostroferà dicendole che non
sarebbero più dei balli), mentre nel romanzo è proprio Caroline a pronunciare
queste parole, rendendosi piuttosto banale e ridicola.
Inoltre, nella piacevole
scena in cui Darcy scrive una lettera a sua sorella, Elizabeth è intenta a
leggere un libro. Nel romanzo, invece, Lizzy legge in un altro momento, mentre
in questo si trova sul divano a ricamare. O ancora, nel film, quando il cugino
Collins si prodiga nei complimenti nei confronti di Lady de Bourgh è Elizabeth
che lo motteggia chiedendogli se i suoi complimenti sono studiati o spontanei,
mentre nel libro lo fa il padre.
A volte, il regista cinematografico si prende delle libertà
ben riuscite, come al momento della dichiarazione di Collins ad Elizabeth. Nel
libro, infatti, si trovano a tavola Elizabeth, Kitty e la madre, nel film,
invece, tutta la famiglia: la presenza di Jane dovrebbe essere da supporto a
Lizzy, anche se non servirà a nulla, data la risolutezza di mrs Bennet. Bella
modifica scenica anche per le conseguenze dopo il rifiuto di Elizabeth: nel
romanzo, i genitori le fanno il discorso sul signor Collins in biblioteca,
mentre nel film sono all’aperto, nei campi attorno a Longbourn.
Una particolarità del film che forse rende meno opportunista
uno dei personaggi riguarda Charlotte Lucas. Nel libro, l’unione tra lei e il
signor Collins non viene nascosta e poi presentata come una sorpresa, ma si fa
esplicito riferimento alle cortesie di Charlotte verso di lui, che non servono
soltanto ad allontanare Collins da Lizzy ma ad accaparrarselo, mentre tutto ciò
non avviene nella trasposizione cinematografica; nel film, inoltre, Lizzy è
molto più dura verso Charlotte quando sa del suo futuro matrimonio, mentre nel
libro Elizabeth rivolge i suoi pensieri negativi su Charlotte alla sorella
Jane, che cerca di mitigarli.
Due modifiche piuttosto importanti riguardano Jane e
Wickham. Quando Jane va a Londra con gli zii Gardiner, lei si incontra due
volte con miss Bingley, cosa che non accade nel film. Per quanto riguarda l’affascinante
quanto ambiguo Wickham, dopo aver abbandonato l’idea di corteggiare Elizabeth,
egli, nel romanzo, rivolge le sue attenzioni ad una certa signorina King, soprattutto
a causa della sua dote. Di questa signorina King, invece, non vi è nessuna
traccia nella trasposizione filmica in oggetto.
Sono molto caratteristiche le visite dei coniugi Collins ed
Elizabeth a Rosings. Nel libro, Darcy non è presente durante la prima visita di
Lizzy e il resto del gruppo a lady Catherine e vi saranno molte altre occasioni
di ricevere suoi inviti. Darcy e il cugino arrivano solo qualche giorno dopo e
saranno loro i primi a fare visita ai Collins, mentre avranno occasione di
radunarsi tutti a Rosings per il giorno di Pasqua. Tutti questi diversi momenti
del romanzo vengono, invece, riuniti nella stessa scena cinematografica,
sfruttando l’occasione della prima visita dei Collins a Rosings insieme ad
Elizabeth (ricordando che, nel romanzo, la ragazza va in visita presso l’amica
con sir William e Maria, il padre e la sorella di lei, e che, sia prima di
arrivare da Charlotte che quando ripartono, il gruppo si ferma qualche giorno
dai Gardiner a Londra e Lizzy passa del tempo con Jane).
Quando Darcy va a trovare Elizabeth per confessarle il suo
amore (anche se non ci riuscirà), nel film
si rende molto ridicolo perché dice
soltanto «Che splendida dimora», nel libro, invece, si trattiene un po’ di più
e riesce a discutere insieme alla fanciulla anche di altro (Lizzy, per esempio,
gli chiede di Bingley e di Netherfield). Se, da un lato, è molto piacevole
vedere il lato impacciato del Darcy cinematografico che non sa come comportarsi
perché si rende conto della forza travolgente del suo amore (anche se è ancora
trattenuto dai pregiudizi sulla famiglia di lei), dall’altro è forse
preferibile il Darcy romanzesco, più razionale e in linea con le buone maniere
del periodo, dedito (finalmente!) ad un minimo di conversazione con
l’interlocutore, la signorina Bennet nel caso specifico.
La scena della prima dichiarazione del signor Darcy è bella
in entrambi i casi. Nel libro, questa dichiarazione avviene a casa dei Collins
mentre Elizabeth è da sola: vediamo un Darcy molto impacciato, si alza e si
siede continuamente, gira in tondo per la stanza. Nel film, invece, la
dichiarazione avviene in un giorno di pioggia nel tempietto di Apollo (aggiunta
cinematografica, non esiste nessun tempio nelle zone attorno la casa dei
Collins, nel romanzo). Dopo il rifiuto di Elizabeth, nel romanzo Darcy le consegna
la lettera di spiegazioni durante una passeggiata mattutina nel boschetto
vicino la tenuta dei Collins e le chiede semplicemente di leggerla. Nel film,
invece, anche questo fatto avviene molto rapidamente in casa dei Collins, dove
Darcy lascerà la sua lettera poggiandola semplicemente sul davanzale di una
finestra.
Successivamente, Elizabeth andrà in vacanza con gli zii
Gardiner ed insieme visiteranno Pemberley. Durante la visita, l’arte ha un
ruolo fondamentale nel cambiamento d’opinione di Elizabeth nei
confronti del
signor Darcy. Nel film, vediamo la splendida riproduzione di MacFadyen-Darcy
sotto forma di mezzobusto in scultura, nel libro, invece, Elizabeth vede uno
splendido ritratto del ricco proprietario di Pemberley (oltre a due miniature,
una delle quali ritrae proprio Darcy, mentre l’altra ritrae Wickham).
Nella stessa scena del film, Darcy si trova per caso a
Pemberley e incontra Elizabeth mentre questa vaga per le stanze della tenuta (o
meglio, è Lizzy che si imbatte per caso in lui nel suo girovagare). Nel libro,
invece, i signori Gardiner e la nipote hanno il tempo di uscire dalla tenuta e
di cominciare a visitare il parco di Pemberley quando vedono giungere il
proprietario a cavallo proprio in quegli istanti e si soffermerà a parlare con
tutti loro solo dopo che essi avranno terminato di visitare i
giardini. La sera
stessa Darcy, insieme alla sorella e al signor Bingley, va a trovare il gruppo
nell’albergo in cui alloggia per presentare la sorella Georgiana ad Elizabeth.
Il giorno dopo, Lizzy e gli zii ricambiano la cortesia e, in questa occasione,
miss Bennet crede che Darcy possa desiderare il matrimonio tra Georgiana e
Charles, mentre gli zii Gardiner cominciano a capire l’affetto che Darcy prova
nei confronti della nipote. Nella trasposizione cinematografica, invece, il
tutto viene mostrato in maniera più sintetica con rapidi scene in cui vediamo
Elizabeth che irrompe per caso in una stanza di Pemberley dove vede Darcy con
la sorella, Darcy che, la sera stessa, va a trovare i Gardiner per invitarli
nella sua tenuta il giorno dopo e, infine, la presentazione di Georgiana a
Lizzy.
Particolare la situazione della fuga di Lydia. Nel libro,
Elizabeth comunica con sinceritàa Darcy
le cattive notizie sulla sorella prima che arrivino i suoi zii e la notizia
della fuga dei due amanti diventa quasi subito di pubblico dominio, tanto che
ci viene riportata la riprovevole lettera che Collins manda ai Bennet: mancando
ancora una volta di tatto, il cugino esprime le sue condoglianze per
l’avvenimento, si rallegra di non aver contratto matrimonio con Lizzy, così da
non avere più strette parentele talmente riprovevoli, e si premura di riportare
lo sdegno provato da lady Catherine non appena udita da lui la notizia. L’unica
buona conseguenza sembra essere la scelta del padre di rimettere un po’ in riga
Kitty: niente balli se non con le sorelle, niente viaggi lontano da casa e sarà
obbligata ad impiegare saggiamente una parte del suo tempo. Nel film, invece,
non abbiamo traccia della lettera di Collins e non viene nemmeno accentuata
l’eco dello scandalo della fuga della giovane Bennet, risparmiandoci parte
della sofferenza e della vergogna provata dalla famiglia.
Arriviamo alla scena in cui Bingley e Darcy fanno visita a
casa Bennet. Nel romanzo ci vengono mostrate varie visite: durante la prima
visita, la signora Bennet e le figlie erano sedute al tavolo della cucina; dopo
alcuni giorni, i due gentiluomini vi ritornano per un invito a pranzo; ancora,
dopo qualche giorno, Bingley torna da solo a fare visita e la volta successiva
lui arriva talmente presto che le Bennet non sono ancora pronte; finalmente,
trascorsi altri giorni, Bingley fa la sua proposta a Jane,
dopo la quale
trascorrerà molto tempo a casa Bennet. Nel film, invece, viene tutto riassunto
in una sola visita dei due amici (ed in questo caso le donne di casa Bennet non
si aspettano di ricevere alcuna visita e si trovano in totale disordine, scena
riportata in maniera molto carina e divertente), anche se Bingley non ha
abbastanza coraggio per fare la sua proposta a Jane e vi ritornerà da solo nel
giro di quelle che sembrano essere poche ore.
Di enorme apprensione la visita di lady Catherine a
Longbourn, che avviene una mattina presto nel libro e a notte fonda, invece,
nel film. Lady Catherine, nelle pagine del romanzo, parla in privato a Lizzy
chiedendole di accompagnarla in una passeggiata attraverso il prato ed utilizza
parole davvero molto dure e sprezzanti contro Elizabeth, mentre nel film si
spostano a parlare da sole in una stanza della casa e, potrà sembrar strano,
lady Catherine è di gran lunga più dolce nei confronti di Lizzy (provate a
leggere o rileggere il romanzo, se non mi credete!).
Nel film, infine, all’alba avviene la meravigliosa
dichiarazione di mr Darcy, nella quale sentiamo delle battute che non ritroviamo
nel romanzo. L’autrice, infatti, non ci riporta le parole di Darcy
virgolettate, ma ne fa un sunto in un discorso indiretto: il discorso riportato
nel film non è affatto spiacevole, felice connubio tra lo stile austeniano e il
romanticismo misurato che ci si aspetta. Nel romanzo, inoltre, Lizzy parla
molto di più, spiegando a Darcy l’evoluzione dei suoi sentimenti ed il
colloquio tra i due prosegue: Darcy si scusa con umiltà, discutono del caso di
Lydia e di Georgiana, parlano della visita di Elizabeth a Pemberley e anche di Bingley
e Jane.
Diverse le scene che non troviamo nel film: quella della
prima visita del signor Bingley a casa Bennet ad inizio romanzo (in questa
occasione, però, non fa ancora la conoscenza delle figlie e le ragazze sono in
trepidante attesa, sbirciando come è loro possibile e facendo crescere anche a
noi lettori la curiosità di conoscere tale personaggio); quella in cui le due
sorelle di Charles vanno a fare visita alla famiglia Bennet dopo l’incontro al
primo ballo e che mette in una luce più benevola le due sorelle, mentre nel
film vengono sottolineate maggiormente il distacco e l’altezzosità di Caroline;
quella del colloquio tra Elizabeth e Wickham quando il cognato va a trovarli
insieme a Lydia dopo il matrimonio; quella in cui mr Bennet riceve una lettera
dal cugino Collins in cui legge delle voci del fidanzamento tra Lizzy ed il
signor Darcy e anche dell’arrivo di un figlio a casa Collins; quella in cui
Elizabeth comunica alla madre del fidanzamento con il signor Darcy e la sua
reazione è davvero strabiliante (peccato non vedere l’enorme euforia di mrs
Bennet nel film).
Infine, il film si conclude con mr Bennet che dà la sua
benedizione al matrimonio tra Darcy e Lizzy, anche se esiste una scena che è
stata registrata ma non più inserita nel film (un finale alternativo che vi
riporto qui, se volete vederlo o rivederlo). Per quanto carina e sognante sia
questa scena, probabilmente è preferibile il finale ufficiale con mr Bennet
talmente euforico da accettare qualsiasi pretendente voglia presentarsi anche
per una delle altre figlie!
Per concludere questo infinito articolo, non vi resta che
leggere (o rileggere) il romanzo e vedere (o rivedere) il film per sapere se
ritrovate queste differenze e se credete che ne abbia dimenticata qualcuna in
particolare!
Chi non ha mai visto un classico Disney?
Qualsiasi sia la vostra età, certamente conoscerete i film animati di Walt Disney: potreste averne visto qualcuno con vostro nipote o vostro figlio, forse con il vostro fratellino minore, magari alcuni li guardavate voi stessi durante l’infanzia o non avete mai smesso di guardarli, in barba all’età adulta (proprio come me!). Se, poi, oltre alla passione per i Disney ci aggiungete anche quella per la lettura, allora il risultato è la ricerca di cartoni legati al mondo dei libri. In questo primo articolo vi proporrò quello forse più scontato, ma che fa sempre piacere ricordare e rivedere.
Bando alle ciance, cominciamo!
LA BELLA E LA BESTIA
Pensando ai libri, il primo film animato che viene in mente a tutti quanti è certamente La bella e la bestia. Risale al 1991, ma di recente (2017) ne è stato fatto il remake in live action con la bravissima Emma Watson nei panni di Belle e Dan Stevens in quelli del principe Adam.
“Tanto tempo fa, in un paese lontano lontano, un giovane principe viveva in un castello splendente. Benché avesse tutto ciò che poteva desiderare, il principe era viziato, egoista e cattivo! Accadde, però, che una notte d’inverno, una vecchia mendicante arrivò al castello e offrì al principe una rosa in cambio del riparo dal freddo pungente. Lui, che provava repulsione per quella vecchia dal misero aspetto, rise del dono e la cacciò. Ma lei lo avvertì di non lasciarsi ingannare dalle apparenze, perché la vera bellezza si trova nel cuore. Il principe la respinse di nuovo e in quel momento la bruttezza della mendicante si dissolse ed apparve una bellissima fata. Il principe si scusò, ma era troppo tardi, perché lei ormai aveva visto che non c’era amore nel suo cuore e per punirlo lo tramutò in un’orrenda bestia e gettò un incantesimo sul castello e su tutti i suoi abitanti. Vergognandosi del suo aspetto mostruoso, la bestia si nascose nel castello, con uno specchio magico come unica finestra sul mondo esterno. La rosa che le aveva offerto la fata era davvero una rosa incantata. E sarebbe rimasta fiorita fino a che il principe avesse compiuto ventuno anni. Se avesse imparato ad amare e fosse riuscito a farsi amare a sua volta, prima che fosse caduto l’ultimo petalo, l’incantesimo si sarebbe spezzato. In caso contrario sarebbe rimasto una bestia per sempre. Con il passare degli anni, il principe cadde in preda allo sconforto e perse ogni speranza. Chi avrebbe mai potuto amare una bestia?”
Quello che avete appena letto costituisce l’introduzione del film. Non indugio a raccontare la trama, credo che tutti (bene o male) conosciate la storia. Soffermiamoci, invece, su Belle.
Fin dall'inizio, la fanciulla ci viene presentata come una semplice ragazza annoiata dalla vita del villaggio, ma che prova un grande affetto per il padre, anche se molto bizzarro, ed è sempre pronta ad aiutarlo e difenderlo. Belle trascorre gran parte del suo tempo leggendo. Quando, infatti, attraversa il mercato cantando il simpatico brano Il racconto di Belle, ci dice subito che si sta recando dal libraio per restituire un libro che racconta “una favola magnifica, c’erano una pianta di fagioli, un orco e…” qualcos'altro che Belle non riesce a dire perché ai suoi compaesani non interessa (le sue parole alludono certamente a Jack e la pianta di fagioli o Il fagiolo magico). Giunta dal libraio, Belle può finalmente essere sé stessa.
Belle: Buongiorno, sono venuta a restituirle il suo libro.
Libraio: Lo hai già finito?
Belle: L’ho letto tutto d’un fiato. Ha niente di nuovo?
Libraio: Sei venuta solo ieri!
Belle: Non fa niente. Allora, se permette… mi prenderò questo!
Libraio: Vuoi questo? Ma lo hai già letto due volte!
Belle: È il mio preferito. Posti esotici, intrepidi duelli, incantesimi, un principe misterioso!
Libraio: Se ti piace così tanto, allora te lo regalo.
Belle: Ma signore!
Libraio: Insisto!
Belle: Be’, la ringrazio. La ringrazio con tutto il cuore.
Ammettiamolo, tutte vorremmo che il nostro libraio ci regali almeno un libro! E vi devo confessare che io ho di recente provato questa sensazione: totalmente appagante. Ma torniamo a Belle.
Restituito un libro, ecco che ne prende subito in prestito un altro: non uno qualunque, ma quello che ha già letto due volte, il suo preferito, che il libraio decide di regalarle. Qual è la prima cosa che la ragazza fa, una volta varcata la soglia della libreria del villaggio? Semplice: apre il libro e ha già il naso tra le pagine, non riesce ad attendere un istante di più. Prima di tornare a casa, Belle si sofferma anche ad una fontana: non può proprio fare a meno di leggere e non
risparmia neanche le pecorelle del gregge che ha attorno, parla perfino con le bestiole degli avvenimenti del suo libro. Ammirevole la reazione di Belle quando una pecorella strappa una pagina del libro, mangiandola: la fanciulla resta assolutamente calma, continuando a decantare le avventure del libro. Se fossi stata io al posto di Belle, avrei quantomeno allontanato in malo modo la pecora (mangi pezzi del mio libro, è il minimo che io possa fare!).
Dalle parole di Belle sappiamo che questo libro ha “posti esotici, intrepidi duelli, incantesimi, un principe misterioso” e che “Lei si sta innamorando e fra poco scoprirà che lui è il suo re”. La teoria più gettonata prevede che il libro in questione sia la fiaba di Cenerentola, ma le teorie online sono numerose. Tra le più simpatiche, vi segnalo quella che accosta il libro di Belle a Harry Potter e il principe mezzosangue (ovviamente, si tratta soltanto di una simpatica teoria, questa non è assolutamente possibile!).
Ed ecco che entra in scena quello zotico di Gaston! Belle per un po’ non si rende nemmeno conto della sua presenza, presa dagli avvenimenti del suo libro! Cosa fa l’aitante giovane per catturare l’attenzione della fanciulla? Le toglie il libro dalle mani, dicendole: “Ma come fai a leggerlo? Non ci sono figure!”. Ammettetelo: siete già conquistate! Ma, aspettate, non è ancora finita: per far cadere finalmente Belle ai suoi piedi, le getta il libro per terra, che finisce in una pozzanghera. Be’, in effetti Belle si è poi chinata
ai piedi di Gaston, certo. Per recuperare il libro, però! E, ciliegina sulla torta, la frase che ciascuna lettrice vorrebbe sentirsi dire: “Non è giusto che una donna legga, le vengono in testa strane idee e comincia a pensare”. Belle, col suo solito garbo, lo apostrofa definendolo “decisamente primordiale”. Invidio il sangue freddo della fanciulla, io mi sarei accesa subito come un tizzone (memore, tra l’altro, della pecora che mi ha appena strappato il libro!). Infine, durante la sua proposta di matrimonio, Gaston mette direttamente i piedi sporchi di fango proprio sopra il libro, che la ragazza sposta sempre con la solita gentilezza. Insomma, proprio l’uomo da sposare!
Facendo dei balzi avanti della storia, come dimenticare la scena in cui la Bestia mostra alla fanciulla la sua immensa biblioteca? La reazione di Belle sarebbe esattamente uguale alla mia, forse la ragazza riesce ad essere più composta, mentre io non ci riuscirei! Sentire dire al principe “Le piace? Allora sono suoi” è il massimo. Se trovi un ragazzo che ti regala libri al posto delle rose, allora è quello giusto, si dice in giro. Mi sa che Belle non poteva aspettarsi di meglio! In più, la ragazza riesce anche a condividere la passione per la lettura con il suo particolare amico, infatti vediamo i due seduti davanti al camino che leggono un libro durante il brano Uno sguardo d’amore.
Piccole note riguardo al live action, dove ci sono dei riferimenti in più. Uno riguarda la passione per Shakespeare, che i due protagonisti scoprono di avere in comune (è così, no? Non lo ricordo con esattezza, ma non dovrei sbagliarmi di molto). Si menziona diverse volte Romeo e Giulietta, per esempio durante la canzone iniziale di Belle (al posto di Jack e il fagiolo
magico) e durante il brano Uno sguardo d’amore, quando Belle lo legge insieme alla Bestia. L’altro è collegato all'oggetto magico che permette a Belle di venire trasportata nell'appartamento di Parigi in cui vivevano i suoi genitori prima della sua nascita: si tratta proprio di un libro fatato che le permetterà di scoprire cosa è realmente accaduto a sua madre.
Infine, vi invito anche a recuperare La Bella e la bestia: un magico Natale, se non lo conoscete già. Qui gli abitanti del castello, spinti dalla voglia di Belle, organizzano una festa di Natale e, tra gli altri preparativi, devono anche scambiarsi dei regali. Belle vuole regalare qualcosa alla bestia, ma è a corto di idee, così, su suggerimento di Chicco, decide di regalargli un libro in cui lei direttamente scrive dei racconti.
Quanto vi sentite vicine a Belle? Quali caratteristiche avete in comune? Spero che vi siate divertiti a leggere questo articolo tanto quanto io mi sono divertita a scriverlo! Recuperate questi film, se non li conoscete, o approfittate del periodo festivo per rivederli, se li conoscete già!
Oggi, sotto vostro suggerimento, vi parlerò de L’uomo di neve. Ho deciso di esporvi le mie riflessioni tanto sul libro quanto sul film, per cui: cominciamo!
Il romanzo L’uomo di neve è il settimo capitolo di una serie formata da undici romanzi dello scrittore norvegese Jo Nesbø e con protagonista il commissario Harry Hole. Nesbø è oggi considerato il numero uno del noir scandinavo, sulle orme di Stieg Larsson e della sua trilogia Millennium che sono certa conoscerete. La trilogia di Larsson, infatti, è formata dai famosi romanzi Uomini che odiano le donne, La ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta; dai libri, inoltre, sono stati tratti dei film davvero molto belli, a mio parere.
Tornando a Nesbø, lo scrittore è in realtà all'attivo già dal 1997. I suoi romanzi, però, iniziano ad essere tradotti a partire dal 2006, anno in cui arrivano finalmente anche in Italia. In tutta sincerità, io ho scoperto l’esistenza di questo scrittore solo un paio di anni fa, ma da allora mi sono prima incuriosita e poi letteralmente innamorata. Ho praticamente cercato di procurarmi la serie di Harry Hole in brevissimo tempo e l’ho subito divorata, pagina dopo pagina, indagine dopo indagine. Ho, poi, atteso con ansia l’uscita dell’undicesimo libro, Sete, avvenuta proprio agli inizi del 2017, per concludere le vicende del poliziotto che ha rapito il mio cuore. Alcuni di voi, probabilmente, lo conosceranno proprio grazie a quest’ultimo libro, schizzato subito molto in alto nelle classifiche di vendita. Harry, inoltre, è un poliziotto anticonvenzionale: non ha molte relazioni sociali ed è alcolizzato, non riesce a staccarsi dall'alcol e questo gli procurerà molti guai sia dal punto di vista lavorativo che affettivo.
In uno degli articoli precedenti, vi ho già detto che uno dei romanzi più belli della serie è, a parer mio, L’uomo di neve. In questo romanzo viene narrata una storia di omicidi davvero particolare ed insolita. Alcune donne norvegesi iniziano a sparire misteriosamente. Lo stesso avviene nella città di Oslo e il caso viene affidato proprio a Harry, soprattutto quando alcune delle donne scomparse vengono ritrovate vittime di efferati omicidi: il serial killer, infatti, non solo le uccide, ma ne smembra anche i corpi, decapitandole o amputando loro gli arti. Harry Hole, grazie all'aiuto della poliziotta appena arrivata da Bergen, Katrine Bratt, scoprirà che l’assassino segue una particolare logica: uccide tutte le donne sposate ma infedeli ai propri mariti e la sua personale firma è un pupazzo di neve nei pressi del luogo dell’omicidio. Dopo essere stato in errore, sospettando gli individui sbagliati, Harry scoprirà, grazie ad un dettaglio che non aveva captato subito, chi è il vero assassino. Intanto, Harry aveva intessuto una relazione con Rakel nei precedenti romanzi, una donna divorziata e con un figlio di nome Oleg. La relazione finisce a causa del problema di Harry con l’alcol e Rakel inizierà una nuova storia con un dottore di nome Mathias, ma il poliziotto continuerà a frequentare sia lei che il figlio proprio grazie al particolare legame che ha stretto con il giovane Oleg.
Il libro è davvero uno dei miei preferiti della serie, forse il migliore insieme a Il pettirosso. Lo stile di Nesbø è davvero coinvolgente e, come Harry, anche il lettore deve porre particolare attenzione a tutti i dettagli, anche i più insignificanti, per riuscire a scoprire l’identità dell’omicida insieme a Hole o anche prima di lui!
Un’altra attesa quest’anno, che mi ha tenuto con il fiato sospeso, è stato il film di Tomas Alfredson con protagonista Michael Fassbender tratto proprio da questo romanzo. Il film è uscito nelle sale il 12 ottobre 2017 e io mi sono precipitata al cinema a vederlo. Penso che Michael Fassbender sia un bravo attore, è stato un piacere vederlo nei panni di Harry Hole e, anche se durante la lettura immaginavo un volto diverso a Harry, non mi è dispiaciuto associargli quello del bel Michael. Sono rimasta, invece, un po’ delusa dalla scelta dell’attrice che ha interpretato Rakel Fauke: non discuto la bravura di Charlotte Gainsbourg (la Jane Eyre del film di Zeffirelli), ma non rispecchia molto la Rakel della mia immaginazione.
Per quanto riguarda la storia, invece, ho parecchio da ridire. Ho sempre pensato che sia più che giusto che la trama venga sintetizzata e modificata per questioni che riguardano il limite di tempo del film. In questo caso, però, credo che il lavoro di sintesi sia stato svolto piuttosto male. Per gran parte della storia si indaga su due persone piuttosto influenti della società norvegese. Il film, però, non riesce a trasmettere in maniera completa i motivi per cui questi individui sono sospettati. Si sospetterà del dottore Idar Vetlesen, fornendo come unica spiegazione il fatto che una delle vittime avesse un appuntamento clinico con lui; si indagherà anche sul famoso personaggio pubblico Arve Støp prendendo come motivazione il fatto che il poliziotto che precedentemente seguiva gli stessi casi a Bergen stava iniziando a sospettare di lui. Nel romanzo, invece, i motivi sono più razionali e vengono esposti in maniera più chiara. Credo che avrebbero fatto meglio a tagliare magari uno dei due sospettati e concentrarsi su uno soltanto dei due, fornendo però delle spiegazioni più chiare e comprensibili. Questa sarebbe stata una modifica che avrei ben gradito. Inoltre, è stato anche modificato in parte il motivo per cui l’assassino compie questi omicidi. Nel romanzo, infatti, ci viene spiegato che la madre dell’omicida aveva una relazione extraconiugale e che lui era il figlio dell’amante. Il problema dell’assassino, ciò che fa scattare in lui l’istinto omicida è proprio l’infedeltà della donna nei confronti del marito, per questo commette i vari omicidi. Nel film, invece, le sue motivazioni vengono mitigate, presentando allo spettatore una versione un po’ diversa: l’assassino del film commette i vari omicidi pensando che sia una sorta di vendetta per quei figli nati dai rapporti extraconiugali che non potranno mai vivere insieme al loro vero padre. Forse è una differenza che può sembrare piuttosto sottile, ma vi assicuro che invece è piuttosto sostanziale, almeno dal mio punto di vista. Tutto sommato, però, la narrazione prosegue comunque fino alla fine. Forse uno spettatore che non conosce il romanzo si perderà qualche dettaglio e qualche nome buttato lì senza spiegazione, ma riesce comunque a seguire in generale le indagini e appassionarsi alla cattura dell’assassino. Lo spettatore che conosce il romanzo, invece, potrebbe restarne abbastanza deluso (proprio come me).
Il mio consiglio conclusivo è sicuramente quello di leggere il romanzo. Jo Nesbø è entrato con prepotenza tra gli autori che più amo in assoluto e difficilmente io mi appassiono a scrittori contemporanei. Oltre a L’uomo di neve, consiglio di leggere anche gli altri e soprattutto in ordine di pubblicazione in Norvegia. Leggere le avventure di Harry dall'inizio, infatti, vi aiuterà ad entrare in empatia con lui in maniera completa e vi farà apprezzare di più le storie successive, perché le leggerete con la consapevolezza di ciò che è accaduto prima. Se non vi va di leggerli tutti, potete tranquillamente leggere soltanto L’uomo di neve o qualsiasi altro romanzo della serie, perché Nesbø riesce comunque a presentare il passato di Harry in ogni romanzo senza risultare noioso per chi lo conosce già e agevolando chi invece non ha letto i libri precedenti. Jo Nesbø merita davvero tutto il successo che è riuscito ad avere e questo romanzo è davvero uno dei migliori. Se volete poi vedere il film, fatelo pure, soprattutto perché gli attori sono davvero bravi (il bel Michael in primis, si nota che ho un debole per lui?), ma non rovinatevi la lettura del libro guardando prima il film.
Concludo questo lunghissimo articolo con due curiosità:
- La prima riguarda Michael Fassbender. L’attore ha infatti dichiarato in una recente intervista che dopo aver ottenuto il ruolo di Harry Hole si è incuriosito e ha cominciato a leggere i romanzi di Nesbø, apprezzandoli;
- La seconda riguarda, invece, proprio Jo Nesbø che, in una recente intervista per “la Repubblica”, ha dichiarato: “Ho venduto i diritti del libro, lasciando ad altri il compito di trarne il film, che ha un narratore diverso da me ed è una storia differente dalla mia. Non è una versione del mio romanzo, anche se un po’ gli somiglierà”. Queste parole convalidano la mia idea secondo la quale il prodotto cinematografico, pur essendo tratto da un libro, si diversificherà necessariamente da quello letterario soprattutto perché si tratta di due differenti medium e gli autori non sono affatto gli stessi (regista uno, scrittore l’altro).